buonanotte.
sonate en ut major, k545, sonate facile
com'è iniziato questo nuovo anno? so che morite dalla voglia di saperlo, e allora ve lo scrivo. è stato come la k 545, la mia preferita di sempre. così splendida che sembra un sogno, così splendida che ogni volta che l'ascolto mi sento felice. una felicità che nasce timida, e in un attimo esplode, magnifica. ed è questo che rimarrà nei mesi a venire del mio capodanno salisburghese... la sua atmosfera onirica, le lacrime di gioia. le stradine fitte di gente, hohensalzburg e la mia amata k 545 che leggera svolazzava ininterrottamente tra la folla, nella mia testa. camminando indietro di circa 15 anni, quando quel Mozart aux Enfants mi cambiò la vita, così che ancora oggi durante la caduta ad attacco del primo si, le lacrime sono lì lì per scender giù. c'eri tu lì, c'eri tutto, e tornare bambina mi fa sentire talmente vicina alla tua fragilità che poi scopro che nel mio ricordo mi ci vorrei chiudere per sempre. la mia ... la tua k 545, estremamente difficile, pur essendo la più facile di tutte... la sonata facile, che poi proprio tanto facile non è. se c'è un pezzo che vorrei suonare per il resto della mia vita è questo, non me ne annoierei mai. quanto, ma quanto sei bella? come fai, altera e superba, a librarti così magnificamente nell'aria, raggiungendo gli angeli, usandoci, e lasciandoci qui sotto? sei bella come il te deum di san silvestro, come le speranze e il tepore della nostra casa, come il manto di neve che ha ovattato il mio risveglio nel giorno della partenza, per rendere meno dolorosa la caduta, meno brusco il distacco... in definitiva per me innamorarsi è questo. e anche se ora sono fisicamente più lontana che mai dal locus amoenus del mio cuore, questo non lo è dai miei pensieri, dai miei obiettivi, dalle mie promesse per il duemiladieci. ad maiora.
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